Il Gabbione

Vi sono varie tecniche in cui viene utilizzata la pietra a secco, ad esempio per eseguire una pavimentazione per mantenere il letto di un rio o di un fiume (evitandone l’evasione) o per rallentare la velocità della corrente dello stesso, con gabbioni o similari:
- le mantellate
- i materassi ed i guanciali
- i sacchi
Trattasi di materiale sciolto in genere pietrame di opportuna pezzatura, talvolta ben organizzato, almeno le lato “faccia vista” più spesso alla rinfusa , talvolta tufo, che è opportunamente organizzato in gabbie metalliche fatte con filo 2/3 mm zincato (ed ora anche zincato e plasticato) ed a maglia esagonale.
Le dimensioni tipiche del gabbione sono di 1*1*3* metri, lo spazio interno al gabbione è, a volte suddiviso in sacche onde conferite maggiore resistenza strutturale.
Prima del riempimento delle gabbie metalliche vanno cuciti i singoli spigoli degli elementi in modo da ottenere le sagome previste, in genere parallelepipedi, successivamente si procederà al collegamento degli spigoli con quelli degli elementi contigui, comprendono nella cucitura gli eventuali fili di bordatura.
Le cuciture vengono eseguite in modo continuo, passando il filo entro ogni maglia e con un giro doppio ogni due maglie. Il filo occorrente per cucire e tiranti dovrà avere opportune caratteristiche.
Anche la chiusura degli elementi dovrà essere effettuata cucendo i bordi del coperchio a quelli delle pareti con l’apposito filo da cucire, passando il filo entro ogni maglia e con un giro doppio ogni due maglia.
I fili metallici, costituenti la rete sono zincati, galvanizzati ed atti a resistere per lunghissimo tempo ( circa 25 anni) all’effetto ossidante , di recente sono stati introdotti sul mercato gabbioni fatti con fili che oltre ai trattamenti di cui sopra sono rivestiti di PVC da utilizzarsi in ambienti particolari aggressivi, con la precauzione di non danneggiare il rivestimento durante il riempimento e la successiva posa in opera.
Il materiale di riempimento dovrà essere idoneo sia dal punto di vista della durabilità dell’opera, quindi non essere gelivo, friabile, dilavabile, tenero, che per peso specifico e granulometria.
Infatti è l’azione della gravità che permette al gabbione, in genere di svolgere le funzioni cui è destinato.
La granulometria del riempimento è compresa tra 120 ed 300% della maggiore dimensione della maglia della rete, sempre che questo consenta di ottenere pareti piane e parallele tra di loro, e spessore costante del manufatto.
Il riempimento degli elementi dovrebbe essere effettuato a mano con ciottoli di fiume o pietre di cava, stipati in modo da ridurre al minimo gli spazi vuoti tra gli elementi, le fronti in vista saranno lavorate come prescritto per le murature a secco.
Tuttavia non di rado si assiste a gabbioni riempiti con i mezzi meccanici (pale meccaniche, escavatori, ecc…)
Durante il riempimento specie se il gabbione non è diviso in sacche è necessario disporre nel’interno del gabbione un adeguato numero di tiranti in filo di ferro zincato, ad evitare un’eccessiva deformazione delle “scatole” anche nella fase successiva al riempimento.
Detti tiranti possono essere disposti all’interno delle “scatole” verticalmente e/o orizzontalmente. In genere vengono usati tiranti per collegare fondo con coperchio e tiranti orizzontali per collegare le pareti verticali dei gabbioni di maggiore altezza (4/6 per mc di gabbione).
Analoghi ai gabbioni sono i così detti materassi “Reno” od i guanciali che hanno dimensioni di 0,5*2*3 e forma della figura seguente.
Sono sempre dello stesso materiale pressoché della stessa forma ma con dimensioni diverse (l’altezza si riduce intorno ai 20 cm).
I sacchi sono invece delle gabbie che non hanno forma parallelepipeda ma quella del cilindro chiuso a mo di sacco. Servono più che altro opere di fondazione e per difese spondali come avremo modo di vedere in seguito.
Erroneamente ambienti ecologisti hanno dato anche all’uso dei gabbioni la classificazione di opere di cementificazione.
Invero il gabbione è un elemento flessibile e tutt’altro che rigido, permeabile e che costituisce peraltro un ottimo materiale filtrante. Col tempo l’unico e modesto elemento turbativo: il filo metallico scompare ma il gabbione divenuto ora solo un ammasso di pietrame, quindi elemento più che naturale rimane al suo posto a svolgere la sua funzione. L’armatura metallica nel frattempo è stata sostituita da un’armatura naturale fatta dalla vegetazione.
Per favorire tale sviluppo di vegetazione oggi si possono adoperare gabbioni che prima di essere riempiti con pietrame vengono interamente foderati con un non tessuto e quindi riempiti di pietrame e terreno vegetale prese minato.
Un tale gabbione già poco tempo dopo la sua posa in opera non mostrerà più l’aspetto di pietrame ( o quello del non tessuto) ma un manto verde.

A cura di: Plando Marisa